Benvenuto chiunque tu sia
Essere o non essere ...
Scritto da Luciano Leoni
Vi sono cose a cui, molte volte, l’uomo da un’importanza ben superiore al loro vero valore ma che, se guardate bene, questo valore, queste cose, non lo hanno affatto. Abbiamo molte volte una visione distorta delle nostre persone, del nostro essere. Basta un semplice sguardo attento agli spot pubblicitari, ai cartelloni che incontriamo e che ci invitano ad acquistare i prodotti più disparati per comprendere come questi facciano leva sul nostro voler apparire, confondendo apparire con essere.
Prendere atto
Scritto da Luciano Leoni
In questi giorni in Italia vi è stato un evento che ha catturato l’attenzione dei media in generale. Televisione, giornali e quant’altro non avevano che un argomento su cui discutere: le elezioni amministrative ed il loro risultato. Quello che ho trovato veramente interessante in questo tam tam di voci che si rincorrevano nel voler analizzare il risultato del voto è che nessuno sembra aver perso. Ognuno ha trovato la propria giustificazione per non prendere atto di quello che appare evidente. Certo se questo riguardasse solo questo evento (le elezioni) potremmo facilmente ironizzare. In fondo parliamo di politici e ben sappiamo quanto questi siano abili nel “confondere le carte in tavola”. Purtroppo, però, non prendere atto delle evidenze riguarda molti aspetti del nostro quotidiano vivere.
Una questione di rapporto
Scritto da Luciano Leoni
In questi giorni passati mi è capitato di soffermarmi a guardare alcuni programmi televisivi, sono programmi, per così dire, “culturali”, cercano di “risolvere” alcuni “misteri”. Questi programmi hanno un grande successo ma non solo questi, anche siti internet dedicati ad argomenti “misteriosi”, “esoterici” o “magici”, hanno un grande seguito, senza contare le numerose testate giornalistiche che trattano questi argomenti. Insomma non un popolo di credenti ma di creduloni. Se ricordate qualche settimana fa abbiamo meditato su l’apostolo Paolo durante il discorso tenuto all’Areopago di Atene . Abbiamo visto, in quell’occasione, come anche gli Ateniesi erano curiosi nell’affrontare i “venti di novità”. Leggiamo infatti: “ Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che vi dimoravano, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c'era di più nuovo.” (At 17:21), e come questi “condivano” la loro religiosità con una moltitudine di dei: “E Paolo, stando in piè in mezzo all'Areopàgo, disse: Ateniesi, io vedo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi. Poiché, passando, e considerando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO …” (At 17:22-23). Per timore di perdere qualcuno dei loro dei nei meandri del dimenticatoio avevano pensato bene di mettere un’altare al “DIO SCONOSCIUTO”.
Una porta unica
Scritto da Luciano Leoni
Abbiamo fatto sempre così
Scritto da Luciano Leoni
La vera natura del peccato è l’orgogliosa tendenza all'autonomia, all'indipendenza dal Signore, ad essere in pratica “il dio di se stesso”, ovvero l’antica aspirazione ad essere simili al Creatore. Tale fu infatti la natura del peccato dei nostri progenitori: “Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male»” (Gen 3:4-5) L'uomo, che era stato nominato dal Signore "gestore" della terra e suo "amministratore" , voleva “essere come Dio”, voleva assumere la posizione di padrone. Di conseguenza, il peccato è rappresentato dall’egocentrismo (fare di se stessi il centro dell'universo), che si traduce nell’orgoglio. Per questo il peccato NON è tanto, o solo, un atto compiuto, quanto piuttosto una situazione di fatto, un atteggiamento, una mentalità.
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