Benvenuto chiunque tu sia

2Tm 1:9 che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell'inizio dei tempi,

Benvenuto chiunque tu sia

Essere o non essere ...

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Scritto da Luciano Leoni

 Io chi sono? E' estremamente importante capire in che cosa ci identifichiamo, perché ciò determina come viviamo ed in vista di cosa viviamo.Vi sono cose a cui, molte volte, l’uomo da un’importanza ben superiore al loro vero valore ma che, se guardate bene, questo valore, queste cose, non lo hanno affatto. Abbiamo molte volte una visione distorta delle nostre persone, del nostro essere. Basta un semplice sguardo attento agli spot pubblicitari, ai cartelloni che incontriamo e che ci invitano ad acquistare i prodotti più disparati per comprendere come questi facciano leva sul nostro voler apparire, confondendo apparire con essere. 

Succede così, ad esempio, che molte persone arrivano a ritenere di estrema importanza il  modo di vestire anche se, in realtà, quello che uno indossa non cambia la sostanza di chi indossa. Non è un male tenere alla propria persona ma diviene un sintomo preoccupante quando, sempre per esempio, non si esce di casa se non si è vestiti in un certo modo. Per altri, soprattutto uomini, questa identificazione tra il bene posseduto e la persona può essere l’automobile. Per alcuni il possesso di un’arma, per altri un cellulare o altre tecnologie, e sono certo che, in questo momento, nella vostra mente stanno passando molti altri esempi.

Leggi tutto: Essere o non essere ...

 

Prendere atto

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Scritto da Luciano Leoni

Eugene Burnand Il mattino della risurrezione i discepoli Pietro e Giovanni sulla strada della tombaIn questi giorni in Italia vi è stato un evento che ha catturato l’attenzione dei media in generale. Televisione, giornali e quant’altro non avevano che un argomento su cui discutere: le elezioni amministrative  ed il loro risultato. Quello che ho trovato veramente interessante in questo tam tam di voci che si rincorrevano nel voler analizzare il risultato del voto è che nessuno sembra aver perso. Ognuno ha trovato la propria giustificazione per non prendere atto di quello che appare evidente. Certo se questo riguardasse solo questo evento (le elezioni) potremmo facilmente ironizzare. In fondo parliamo di politici e ben sappiamo quanto questi siano abili nel “confondere le carte in tavola”.  Purtroppo, però, non prendere atto delle evidenze riguarda molti aspetti del nostro quotidiano vivere. 

Leggi tutto: Prendere atto

 

Una questione di rapporto

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Scritto da Luciano Leoni

The Prodigal Son (Figliol prodigo) - opera di Clark Kelly PriceIn questi giorni passati mi è capitato di soffermarmi a guardare alcuni programmi televisivi, sono programmi, per così dire, “culturali”, cercano di “risolvere” alcuni “misteri”. Questi programmi hanno un grande successo ma non solo questi, anche siti internet dedicati ad argomenti “misteriosi”, “esoterici” o “magici”, hanno un grande seguito, senza contare le numerose testate giornalistiche che trattano questi argomenti. Insomma non un popolo di credenti ma di creduloni.  Se ricordate qualche settimana fa abbiamo meditato su l’apostolo Paolo durante il discorso tenuto all’Areopago di Atene . Abbiamo visto, in quell’occasione, come anche gli Ateniesi erano curiosi nell’affrontare i “venti di novità”. Leggiamo infatti: “ Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che vi dimoravano, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c'era di più nuovo.” (At 17:21), e come questi “condivano” la loro religiosità con una moltitudine di dei: “E Paolo, stando in piè in mezzo all'Areopàgo, disse: Ateniesi, io vedo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi. Poiché, passando, e considerando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO …” (At 17:22-23). Per timore di perdere qualcuno dei loro dei nei meandri del dimenticatoio avevano pensato bene di mettere un’altare al “DIO SCONOSCIUTO”.

Leggi tutto: Una questione di rapporto

   

Una porta unica

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Scritto da Luciano Leoni

Io sono la porta delle pecore ... ; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura.Molte volte nella vita ci siamo trovati ad affrontare alcuni “passaggi” che hanno lasciato in noi un segno. Abbiamo varcato “porte” che ci hanno condotto a situazioni molte volte spiacevoli. E ancora, nella nostra vita dovremmo varcare “porte”  che non vorremmo attraversare. Ma vi è una “porta” che spaventa molti più di altre, una “porta” che spinge, prima o poi, ad interrogarsi sul significato della vita. Questa “porta” è la morte. L’uomo teme questo “passaggio” e questo è del tutto naturale. Ma per il credente vi è una grande consolazione: Gesù conosce i nostri timori e partecipa al nostro turbamento. Di fronte al dolore per la morte di Lazzaro leggiamo che: “Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò ..” (Gv 11:33).

Leggi tutto: Una porta unica

 

Abbiamo fatto sempre così

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Scritto da Luciano Leoni

«Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; 14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna».La vera natura del peccato è l’orgogliosa tendenza all'autonomia, all'indipendenza dal Signore, ad essere in pratica “il dio di se stesso”, ovvero l’antica aspirazione ad essere simili al Creatore. Tale fu infatti la natura del peccato dei nostri progenitori: “Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto;  ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male»” (Gen 3:4-5) L'uomo, che  era  stato  nominato dal Signore "gestore" della terra e  suo "amministratore" , voleva “essere come Dio”, voleva assumere la posizione di padrone. Di conseguenza, il peccato è rappresentato dall’egocentrismo (fare di se stessi il centro dell'universo), che si traduce nell’orgoglio. Per questo il peccato NON è tanto, o solo, un atto compiuto, quanto piuttosto una situazione di fatto, un atteggiamento, una mentalità.

Leggi tutto: Abbiamo fatto sempre così

   

Pagina 1 di 3